Circolare Ministeriale di chiarimento su AUA | METHA Consulting Milano

Circolare Ministeriale di chiarimento su AUA

10.11.2013 | AMBIENTE

Un impianto produttivo non soggetto all'autorizzazione integrata ambientale (Aia) è soggetto all'autorizzazione unica ambientale (Aua) anche quando il gestore è una grande impresa.

 

La conferma arriva dal Ministero dell'ambiente nelle prime, attese istruzioni in materia (circolare 7 novembre 2013, prot. n. 0049801/Gab). Il Ministero chiarisce i punti interpretativi più controversi del Dpr 59/2013 che ha istituito l'autorizzazione unica ambientale il provvedimento che incorpora ben 7 autorizzazioni ambientali che prima i soggetti interessati dovevano chiedere singolarmente, con tempi e modi di rilascio certi.

 

Tra gli altri chiarimenti forniti dal Dicastero ambientale una sorta di "interpretazione autentica" dell'articolo 10, comma 2, Dpr 59/2013: la richiesta dell'Aua è sempre obbligatoria alla scadenza del primo dei 7 titoli abilitativi indicati all'articolo 3, comma 1, del Dpr 59/2013, salvo ricorrano le due "deroghe" previste dalla norma per cui il gestore può non avvalersi dell'Aua:

— l'impianto è soggetto esclusivamente a comunicazione o ad autorizzazione generale alle emissioni;

— il gestore intende aderire alle autorizzazioni generali alle emissioni (articolo 7, comma 1, Dpr 59/2013).

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Un impianto produttivo non soggetto all'autorizzazione integrata ambientale (Aia) è soggetto all'autorizzazione unica ambientale (Aua) anche quando il gestore è una grande impresa.

 

La conferma arriva dal Ministero dell'ambiente nelle prime, attese istruzioni in materia (circolare 7 novembre 2013, prot. n. 0049801/Gab). Il Ministero chiarisce i punti interpretativi più controversi del Dpr 59/2013 che ha istituito l'autorizzazione unica ambientale il provvedimento che incorpora ben 7 autorizzazioni ambientali che prima i soggetti interessati dovevano chiedere singolarmente, con tempi e modi di rilascio certi.

 

Tra gli altri chiarimenti forniti dal Dicastero ambientale una sorta di "interpretazione autentica" dell'articolo 10, comma 2, Dpr 59/2013: la richiesta dell'Aua è sempre obbligatoria alla scadenza del primo dei 7 titoli abilitativi indicati all'articolo 3, comma 1, del Dpr 59/2013, salvo ricorrano le due "deroghe" previste dalla norma per cui il gestore può non avvalersi dell'Aua:

— l'impianto è soggetto esclusivamente a comunicazione o ad autorizzazione generale alle emissioni;

— il gestore intende aderire alle autorizzazioni generali alle emissioni (articolo 7, comma 1, Dpr 59/2013).

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Un impianto produttivo non soggetto all'autorizzazione integrata ambientale (Aia) è soggetto all'autorizzazione unica ambientale (Aua) anche quando il gestore è una grande impresa.

 

La conferma arriva dal Ministero dell'ambiente nelle prime, attese istruzioni in materia (circolare 7 novembre 2013, prot. n. 0049801/Gab). Il Ministero chiarisce i punti interpretativi più controversi del Dpr 59/2013 che ha istituito l'autorizzazione unica ambientale il provvedimento che incorpora ben 7 autorizzazioni ambientali che prima i soggetti interessati dovevano chiedere singolarmente, con tempi e modi di rilascio certi.

 

Tra gli altri chiarimenti forniti dal Dicastero ambientale una sorta di "interpretazione autentica" dell'articolo 10, comma 2, Dpr 59/2013: la richiesta dell'Aua è sempre obbligatoria alla scadenza del primo dei 7 titoli abilitativi indicati all'articolo 3, comma 1, del Dpr 59/2013, salvo ricorrano le due "deroghe" previste dalla norma per cui il gestore può non avvalersi dell'Aua:

— l'impianto è soggetto esclusivamente a comunicazione o ad autorizzazione generale alle emissioni;

— il gestore intende aderire alle autorizzazioni generali alle emissioni (articolo 7, comma 1, Dpr 59/2013).

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Dal Ministero dell'ambiente arrivano le prime istruzioni in materia di AUA (circolare 7 novembre 2013, prot. n. 0049801/Gab).

Il Ministero chiarisce alcuni punti interpretativi del Dpr 59/2013 che ha istituito l'autorizzazione unica ambientale il provvedimento che incorpora ben 7 autorizzazioni ambientali che prima i soggetti interessati dovevano chiedere singolarmente, con tempi e modi di rilascio certi.

Ricordiamo che le 7 autorizzazioni ambientali ricomprese dall'AUA sono:

  • a) autorizzazione agli scarichi idrici di cui al capo II del titolo IV della sezione II della Parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
  • b) comunicazione preventiva di cui all’articolo 112 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste;
  • c) autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui all’articolo 269 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
  • d) autorizzazione generale alle emissione in atmosfera di cui all’articolo 272 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
  • e) comunicazione o nulla osta sull’impatto acustico di cui all’articolo 8, commi 4 o comma 6, della legge 26 ottobre 1995, n. 447;
  • f) autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99;
  • g) comunicazioni in materia di rifiuti di cui agli articoli 215 e 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152.

Un impianto produttivo non soggetto all'autorizzazione integrata ambientale (Aia) è soggetto all'autorizzazione unica ambientale (Aua) anche quando il gestore è una grande impresa.

Tra gli altri chiarimenti forniti dal Dicastero ambientale una sorta di "interpretazione autentica" dell'articolo 10, comma 2, Dpr 59/2013: la richiesta dell'Aua è sempre obbligatoria alla scadenza del primo dei 7 titoli abilitativi indicati all'articolo 3, comma 1, del Dpr 59/2013, salvo ricorrano le due "deroghe" previste dalla norma per cui il gestore può non avvalersi dell'Aua:

— l'impianto è soggetto esclusivamente a comunicazione o ad autorizzazione generale alle emissioni;

— il gestore intende aderire alle autorizzazioni generali alle emissioni (articolo 7, comma 1, Dpr 59/2013).

 

Ricordiamo inoltre che nei mesi scorsi la Regione Lombardia ha emanato in luglio 2013  una linea guida di chiarimento

Ecco la pagina della Provincia di MIlano dedicata all'AUA con normativa e modalità d presentazione.

 

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