
Stress da Calore nei Luoghi di Lavoro: una sfida sempre più attuale per la prevenzione
Il cambiamento climatico ha reso le ondate di calore sempre più frequenti e intense, trasformando il caldo da un semplice disagio stagionale a vero e proprio rischio professionale. I lavoratori maggiormente esposti sono quelli impiegati nell’edilizia, nell’agricoltura, nella logistica e nei lavori stradali, ma il rischio può interessare anche attività svolte in capannoni, magazzini e ambienti poco ventilati.
Quando il corpo non riesce più a disperdere efficacemente il calore accumulato, possono insorgere condizioni di stress termico che compromettono sia la salute del lavoratore sia la sicurezza delle attività.
Come si manifesta lo stress da calore?
I primi segnali sono spesso sottovalutati ma non devono essere ignorati:
- Sete intensa e disidratazione
- Affaticamento e debolezza
- Crampi muscolari
- Mal di testa e vertigini
- Difficoltà di concentrazione
Se l’esposizione continua, possono comparire sintomi più gravi come:
- Nausea e vomito
- Sudorazione eccessiva
- Stato confusionale
- Esaurimento da caldo
- Colpo di calore, una vera emergenza sanitaria
Cosa prevede la normativa?
Il D.Lgs. 81/2008 considera il microclima un agente fisico da valutare all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). In sostanza deve essere considerato come tutte le altre valutazioni già a noi note (MMC, Vibrazioni, Rumore ecc..).
Il 27 giugno 2025, l’EU-OSHA ha disposto strumenti specifici (OiRA) per le PMI e la Conferenza delle Regioni ha pubblicato le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore” (19 giugno 2025) e dal “Protocollo Quadro per le emergenze climatiche” (2 luglio 2025).
Per le aziende non si tratta più di una semplice buona pratica, ma di un rischio che deve essere valutato, monitorato e gestito attraverso misure specifiche di prevenzione.
Valutare il rischio per prevenire
La gestione del rischio da calore parte da una corretta valutazione delle condizioni di lavoro.
Tra gli strumenti più utilizzati troviamo:
- Indice WBGT, che considera temperatura, umidità e irraggiamento solare;
- Metodo PHS, utilizzato nelle situazioni più complesse per stimare il livello di stress termico e i tempi massimi di esposizione.
L’obiettivo è individuare le condizioni critiche prima che possano generare effetti sulla salute dei lavoratori.
Le misure di prevenzione più efficaci
La prevenzione deve essere concreta e facilmente applicabile.
Tra le principali misure organizzative troviamo:
✔ Programmare le attività più pesanti nelle ore meno calde della giornata.
✔ Prevedere pause regolari in aree ombreggiate o ventilate.
✔ Garantire la disponibilità continua di acqua fresca.
✔ Favorire la rotazione delle mansioni più gravose.
✔ Consentire un graduale acclimatamento dei lavoratori alle alte temperature.
Dal punto di vista tecnico e dei DPI è importante:
✔ Utilizzare indumenti leggeri e traspiranti.
✔ Indossare copricapo e protezioni contro i raggi solari.
✔ Migliorare la ventilazione degli ambienti di lavoro.
✔ Ridurre, dove possibile, l’esposizione diretta alle fonti di calore.
Il ruolo della formazione e della sorveglianza sanitaria
La formazione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione. I lavoratori devono conoscere:
- I rischi legati al caldo;
- I sintomi dello stress termico;
- Le corrette procedure di emergenza;
- Le modalità di idratazione e protezione personale.
Allo stesso tempo, il Medico Competente svolge un ruolo fondamentale nell’individuare eventuali condizioni di maggiore vulnerabilità e nel supportare l’azienda nella definizione delle misure preventive più adeguate.
Lo stress da calore è un rischio destinato a diventare sempre più rilevante nei prossimi anni. Affrontarlo significa adottare un approccio integrato che coinvolga Datore di Lavoro, RSPP, Medico Competente, preposti e lavoratori.
Valutazione del rischio, organizzazione delle attività, formazione e sorveglianza sanitaria rappresentano gli strumenti fondamentali per garantire ambienti di lavoro sicuri e tutelare la salute delle persone durante i periodi di caldo intenso.
Investire nella prevenzione significa ridurre infortuni, malori e assenze, promuovendo una cultura della sicurezza capace di rispondere alle nuove sfide poste dal cambiamento climatico.
Sicurezza sul lavoro
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