
Whistleblowing: cosa cambia con le nuove linee guida ANAC e perché le aziende devono adeguarsi subito
Con la Delibera n. 478 del 26 novembre 2025, ANAC ha approvato l’aggiornamento delle linee guida sul whistleblowing, integrando i contributi raccolti nella consultazione pubblica e recependo le osservazioni del Garante Privacy.
Il risultato? Un quadro operativo più chiaro, che punta a rafforzare la protezione dei segnalanti e a indirizzare enti pubblici e privati verso sistemi tecnologici più sicuri ed efficienti.
Le nuove linee guida definiscono in modo più puntuale come devono essere progettati i canali di segnalazione, quali soluzioni e quali evitare, e quali competenze deve possedere chi gestisce il processo.
Whistleblowing: cosa prevede oggi la normativa
Il riferimento principale resta il D.lgs. 24/2023, che recepisce la Direttiva UE 2019/1937.
Per aziende ed enti significa:
- adottare canali di segnalazione sicuri e riservati, anche tramite crittografia;
- aggiornare o introdurre i Modelli Organizzativi 231 con un canale interno conforme;
- nominare un gestore delle segnalazioni competente e indipendente (anche esterno);
- garantire anonimato e protezione da ritorsioni;
- strutturare procedure chiare di presa in carico, istruttoria e riscontro;
- rispettare il sistema sanzionatorio previsto;
- in alternativa o in caso di impossibilità, consentire l’accesso alla piattaforma ANAC.
L’aggiornamento ANAC rafforza soprattutto un punto: la privacy del segnalante è centrale e non negoziabile.
PEC ed e-mail non bastano più: ANAC lo chiarisce definitivamente
Uno dei passaggi più rilevanti delle nuove linee guida è la precisazione secondo cui:
“L’utilizzo della posta elettronica (ordinaria o certificata) non è adeguato a garantire la riservatezza del segnalante, salvo specifiche contromisure”.
Tradotto: PEC e-mail non sono soluzioni idonee, perché troppo facilmente riconducibili al mittente.
Le aziende devono quindi orientarsi verso strumenti che assicurino:
- anonimato reale
- separazione tra segnalazione e identità del segnalante
- protocolli di sicurezza avanzati.
La soluzione consigliata: piattaforma digitale conforme al GDPR
ANAC suggerisce chiaramente l’utilizzo di piattaforme dedicate, preferibilmente esternalizzate, che integrino:
- crittografia e protezione dati GDPR
- meccanismo del “doppio cieco”
- tracciabilità dei processi
- accessi profilati e auditabili.
Queste piattaforme sono oggi lo standard più sicuro per imprese ed enti, riducendo rischi e responsabilità.
Pur essendo ancora ammessa, ANAC definisce la modalità cartacea esplicitamente una scelta da evitare, soprattutto per gli enti soggetti al Codice dell’Amministrazione Digitale.
La procedura a buste chiuse è infatti complessa, lenta e facilmente esposta a rischi.
Gestione esterna del canale: cosa cambia
Le nuove linee guida chiariscono che, quando un unico soggetto gestisce le segnalazioni di più enti, ogni azienda deve avere un canale e un accesso dedicato.
Questo rende essenziale affidarsi a partner tecnologici:
- affidabili dal punto di vista GDPR
- strutturati per gestire più entità
- in grado di garantire segregazione dei dati e accessi selettivi.
Il ruolo del gestore: competenze e indipendenza
ANAC ribadisce che ogni ente deve nominare un proprio gestore, interno o esterno, con:
- competenze giuridiche
- conoscenza della normativa privacy e del settore
- indipendenza e autonomia
- assenza di conflitti di interesse.
In caso di impossibilità o organizzazioni molto piccole, è possibile delegare ANAC tramite il canale esterno ufficiale.
Tempi e procedure: cosa deve fare l’ente
La procedura si articola in passaggi obbligatori:
- Conferma di ricezione al segnalante entro 7 giorni.
- Valutazione preliminare della segnalazione (ammissibilità e specificità).
- Istruttoria interna, con eventuale archiviazione o trasmissione agli organi competenti.
- Riscontro entro 3 mesi, con comunicazione dell’esito (archiviazione o inoltro).
È previsto il principio di minimizzazione: il segnalante riceve informazioni essenziali, non dettagli investigativi.
Tutela del segnalante e garanzie per gli accusati
Le linee guida rafforzano:
- la protezione verso chi segnala
- la prevenzione delle ritorsioni
- la riservatezza dell’identità.
Ma ribadiscono anche un principio fondamentale:
il gestore non deve valutare la responsabilità dei soggetti coinvolti, limitandosi alla trasmissione delle risultanze alle autorità competenti.
In sintesi: cosa significa tutto questo per le organizzazioni
Le aziende oggi devono:
- adottare una piattaforma di whistleblowing realmente sicura, non una semplice PEC;
- documentare processi, ruoli e responsabilità;
- formare il gestore interno o scegliere un partner esterno qualificato;
- aggiornare i Modelli 231 e i regolamenti interni;
- comunicare il canale ai dipendenti e ai sindacati (obbligo sanzionato).
Chi si adegua non solo rispetta la legge, ma riduce il rischio di frodi, conflitti interni e responsabilità 231.
I consulenti Metha supportano le imprese nella implementazione delle prassi e delle procedure aggiornate in materia di whistleblowing in funzione della normativa vigente.
Tutte le notizie
Benessere Psicologico per le Aziende
il Welfare aziendale è un concetto che si sta sempre più sviluppando nelle aziende, come l’insieme dei servizi dedicati alla persona che possono essere inseriti all’interno dei benefit di cui ogni collaboratore dispone. Lo sportello d’ascolto psicologico in azienda è [...]
La norma PAS 24000 per la Responsabilità sociale d’impresa
La PAS 24000 (publicly available specification) è una valutazione pubblica utile al supporto aziendale nella gestione della responsabilità sociale, diventando una delle principali alternative alla certificazione etica SA 8000. Tra i suoi principali obiettivi troviamo: Adozione di pratiche socialmente responsabili [...]
Corso R.E.N.T.RI. e novità per i Registri di Carico e Scarico
Il 30 gennaio terremo un corso di 4 ore sulla normativa R.E.N.T.RI., in cui si approfondiranno temi quali l’iscrizione alla piattaforma e le novità riguardanti il Registro di Carico/Scarico ed il Formulario di Identificazione Rifiuti. Il 13 febbraio entreranno in vigore le novità introdotte dalla normativa R.E.N.T.RI. I cambiamenti [...]
Obbligo della Patente a Crediti nei Cantieri Edili dal 1° Ottobre 2024
Dal 1° Ottobre 2024 imprese e lavoratori autonomi impegnati in cantieri temporanei e mobili dovranno essere in possesso di una patente a crediti (o a punti) per la sicurezza. Uno degli obiettivi primari della patente a punti è quello di [...]
News per categoria
Servizi
Area Consulenza
Area Formazione



